Zero Rifiuti da smaltire = zero inceneritori

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Di seguito una serie di proposte da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel nostro Comune e arrivare alla chiusura degli inceneritori:


1 - piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo "Meno 100kg pro capite" con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del sindaco ,compostaggio domestico, etc.
2 - accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio. Incentivare la compravendita di materiale riciclato a cominciare delle pubbliche amministrazioni e grandi industrie della zona
3 - Aprire “Negozi del riciclo” dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato
4 - per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale con incentivazione gestito tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti) prodotti
5 - Sensibilizzare alla raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe), Istituti di formazione, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana
6 - realizzazione di isole ecologiche per ogni comune (almeno)
anche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali istituendo il servizio di ritiro a domicilio

7 - Favorire la costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
8 - Favorire la costruzione di moderni centri riciclo intercomunali (modello “Vedelago” - consorzio Priula) dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
9 - Favorire la costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata
10 - per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)


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